Quando leggi...A cosa pensi?

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mercoledì 27 maggio 2015

cronache di un'italiana trapiantata ligure


Esco dal tracciato del blog in vista della stagione estiva... godetevi un angolino di Liguria... con il sorriso mi raccomando!







CRONACHE
DI
UN’ITALIANA
TRAPIANTATA
LIGURE











IL TURISTA E’ COME IL PESCE

La prima volta che ho messo piede in Liguria non camminavo ancora, ero nata da circa 40 giorni al di là degli Appennini, in una terra lontana e straniera che tutti noi oggi conosciamo come Lombardia. Da creatura ignara e innocente com’ero non potevo sapere che i miei natali avrebbero segnato il mio futuro destino in maniera oserei dire indelebile. 
Prima di me mia madre aveva soggiornato a Lavagna, bellissimo paesino in provincia di Genova,  tutte le estati per due mesi e prima di lei, i miei nonni avevano fatto lo stesso. Si può quindi definire la mia famiglia un membro onorario della specie dei “turisti”.
In tutto il mondo questa specie è protetta e coccolata, cercata, voluta e addirittura invocata a gran voce con pubblicità e offerte. Ovunque. Ma non in Liguria. No. Qui il turista è persona sospetta, additata e adocchiata al di la del marciapiede, nei negozi vien guardata con sospetto, dal panettiere è sorpassata, al massimo tollerata “Belin, ‘sti turisti”… Perché il turista si sa, è come il pesce, dopo tre giorni…puzza!












PROVVEDIMENTI ANTI-TURISTA

Dopo anni e anni si è ancora considerati “forestieri”, “quelli di Milano” (anche se NON sei di Milano!!!), come se Milano fosse a chilometri e chilometri di distanza. Perché la realtà è questa amici turisti: non ci vogliono, anzi diamo anche un pochino fastidio. Il fatto, se non fosse abbastanza chiaro, è anche sottolineato da espliciti provvedimenti anti-turistici. Alcuni esempi? Se per tutto l’anno il parcheggio è gratis, da giugno a settembre si paga…ovunque! E non poco! Tu, turista, hai avuto l’ardire di portare la tua macchina straniera in Liguria? Bravo…e ora…dove la parcheggi?? Perché, se non sei residente, non puoi parcheggiare, se non per due ore al massimo e con disco orario. Sei riuscito a parcheggiare il 15 agosto sulla Via Aurelia e ti stai spaparanzando in spiaggia dimenticando di aggiungere soldi al parchimetro? Dopo un secondo tu targato Milan hai la multa, l’amico Genova di fianco…no! Insomma la vita è dura è?E non sei ancora andato a fare la spesa! Perché dopo anni di osservazione siamo ufficialmente autorizzati a dire che alcuni negozi adottano un tariffario estivo-turisti-di-Milano-e-non molto diverso dal tariffario annuale residenti-liguri. 













LA DURA VITA DEL BAGNANTE

Allo stabilimento balneare sei accettato….se consumi almeno un pasto al giorno, il caffè e un gelato pro-capite altrimenti momentaneamente tollerato ma devi affittare almeno due lettini e la cabina!!Neanche quelli??E allora…. “Belin…”
Il tariffario balneare apre un altro interessante capitolo già abbondantemente analizzato dai telegiornali d’Italia ogni estate, perché la Liguria è cara come Capri, Saint Tropez e Montecarlo messe assieme!Ma non solo i lettini rincarano, anche un bene primario come il caffè in estate si trasforma in bene di lusso….una vera “qualità ORO” . Pensate che un giorno in occasione del mercato comunemente definito “sbarassu”, in quel di Chiavari ho pagato 10 euro due caffè…avevo invitato un’amica, mannaggia a me!
















“U SBARASSU”

Ma ora che l’ho nominato mi viene in mente una particolare qualità di questo “sbarassu”. Per i non addetti ai lavori, lo “sbarassu” è una svendita, un mercatino dello sbarazzo appunto, dove tutto viene venduto a poco……..
“Tutto a 90 euro!”
“Occasione, solo 150 euro!”
….sbarassu ligure…… divertentissimo da vedere!Perchè sembra di entrare in un’altra epoca, il 1929 è li, sotto i tuoi occhi!C’è perfino il cappellino con la veletta! Ma tutto nuovo è! Assolutamente! La collezione attuale a un prezzo di favor! Ma, ora che ci penso, non è solo la moda ferma al 1929…














IL CINEMA

Il progresso e la tecnica, re e regina del nostro tempo, hanno permesso questa innovazione scientifica e avanzata comunemente definita Multisala. Luogo di aggregazione dove persone di ogni tipo possono comodamente usufruire di bar, pub, sale da gioco e soprattutto….cinema! Tramite prenotazione ottieni una comoda poltrona munita di braccioli e schienale imbottiti e, se sei proprio fortunato, anche un bel poggiapiedi. Quasi esagerato, diciamolo! Ecco, tutto questo in terra Ligure rimane tuttora sconosciuto se si escludono le grandi città come Genova dove, comunque, concetti complicati come la “prenotazione del posto” rimangono tutt’ora ignoti.
Nella ridente cittadina che mi ospita per l’estate il cinema non esiste. Semplicemente. Neanche all’aperto. Ma in quella vicina ce ne sono ben due. Uno ad agosto CHIUDE!Ma a luglio….se sei fortunato la pellicola salta solo un paio di volte nel corso della proiezione. L’altro ha dei fantastici sedili di legno dove, se superi il metro e settanta….sei spacciato! Non resta che spostarsi a Genova, ma niente è facile come sembra…












LA PRENOTAZIONE DEL POSTO

Recatami a Genova per vedere un famoso cartone animato uscito di recente, sono entrata in sala con chiare indicazioni del posto a me spettante. Non si può sbagliare. E’ come battaglia navale: F5…affondato!
E invece….non tutto è così semplice perché il mio posto era occupato da un signore che mi ha gentilmente pregato di sedermi altrove. Così ho fatto, se non che a luci spente, è arrivata la proprietaria che si voleva sedere. Mi alzo:
-“Scusi, è arrivata la proprietaria, posso sedermi al mio posto?”
-“Ma si, guardi, li ce n’è un altro libero!”-
Per non far storie obbedisco.
-“Hem, scusi ma il mio posto è qui davanti ed è occupato, non potrei sedermi in questo? E’ proprio dietro il mio.”-
Abbiamo giocato al gioco delle sedie insomma…ma non era tutto più semplice se ciascuno si fosse seduto al suo posto?...mistero….










AI SENSI DELL’ARTICOLO TOT. E’ PROIBITO RESPIRARE

 E’ estate, fa caldo, sei in spiaggia, hai fatto il bagno con i tuoi amici e improvvisamente ti viene voglia di giocare a pallavolo sul bagnasciuga? Non si può, pena l’arresto e i lavori forzati….
Allora i gavettoni? Dai fastidio. E se l’acqua (in estate col caldo) arrivasse a qualcuno li vicino???
Le biglie? Rovini la spiaggia!
I tuffi? Idem come sopra. E se schizzi…?
La musica? …ANATEMAAAA!
Però se vuoi ti puoi sedere a un tavolino (se ne trovi uno libero perché si sa, vanno prenotati con largo anticipo o se possibile comprati) e giocare al secondo sport nazionale ligure (del primo parlerò in seguito): il Burraco! Appassionante gioco di carte che ti può impiegare anche 12/14 ore di fila in religioso silenzio, le chiacchiere sono un’inutile e fastidiosa distrazione.
I bambini sono pregati di non correre e non utilizzare pistole ad acqua, se devi ridere fallo sottovoce, puoi leggere…ma non cantare!









LA TIPICA CASA LIGURE

Per anni e anni abbiamo affittato la stessa casa in coabitazione con i nonni finchè non è più stato possibile e si è presentato il problema di cercare un nuovo appartamento. In questa occasione ha trovato conferma la leggenda metropolitana sulla tirchieria genovese. Mobilio di ispirazione Napoleonica, arte povera dei primi dell’ ‘800. In un’occasione ricordo di aver pensato “Chissà se per il bagno bisogna uscire nell’orto…”. Il che sarebbe anche pittoresco, meno interessante il forno-bomba-a-orologeria o le prese decisamente non-a-terra! Ma forse lo fanno per noi, per rendere il soggiorno avventuroso, come fosse un Safari…solo più caro! Aggiungo un dettaglio personale: nella casa dove abito attualmente con il mio fidanzato i sanitari hanno dei problemi tecnici di perdite. Consultato l’idraulico mi è stato assicurato che è “assolutamente normalissimo signorina, lei non se ne intende ma è giusto così”. Come se tutti i gabinetti facessero a loro volta la pipì per 24 ore al giorno. Come? I vostri non la fanno? Forse è prerogativa dei gabinetti liguri…
Il succo della storia è: finchè non ti cadrà il tetto in testa (e anche allora sarebbe da valutare) le case stanno bene così come sono.











IL TALEGGIO

Un aneddoto divertente: tutti conosciamo il taleggio? Formaggio morbido dal gusto intenso, tipico del Nord Italia. Un giorno volevo fare una torta salata che prevedeva il suo impiego. Al super mercato:
-“Buongiorno, scusi, cercavo il taleggio”-
-“Taleggio?”-
-“Si, quel  formaggio lombardo…”-
-“Ah, non so se arriva qui!”-
….. Qui? Ma dove siamo? Nel Burundi????












U MUGUGNO

Il genovese si sa in generale si lamenta, mugugna appunto. Parola che è ufficialmente entrata a far parte del vocabolario italiano proprio grazie a questo popolo, il mugugno qui è sentito come una sorta di dovere civico. Si mugugna su tutto: politica, economia, parenti, prezzo del pane e, naturalmente, turisti.  I Commercianti non appena vedono avvicinarsi giugno cominciano a mugugnare per arrivare all’apoteosi durante luglio e agosto. La stagione del mugugno. Quando entri in un negozio fallo in punta di piedi che disturbi. L’escaletion è fantastica: il commerciante ti individua, sbuffa, si trascina al banco e alla fine, proprio perché deve, ti serve, spesso preoccupata per lui avrei voluto rassicurarlo: “Scusi! Davvero!Ma la pago,sul serio!Le lascio anche la mancia, ecco…”.
Essendo ormai di adozione ligure ho negli anni raccolto confidenze di ristoratori e quant’altro che non vedono l’ora che noi, amici turisti, leviamo le tende! Il 31 agosto stanno pensando di istituire festa “nazionale”…












LA BIBLIOTECA

Avendo un appetito onnivoro di libri  e vivendo ormai a Chiavari più o meno stabilmente, mi sono scontrata ben presto con la dura realtà bibliotecaria genovese. Premetto però che la mia bibliotechina in quel di Cassano Magnago, sperduto paesino in provincia di Varese, è assolutamente organizzata e ben fornita e quindi mi ha probabilmente viziata.
A corto di letture ho varcato la soglia della biblioteca ma, attenzione, se non sei residente la tessera non si fa! Puoi scegliere tra una trentina di libri (letti e riletti perché vecchissimi) o, facendo uno strappo alla regola, puoi sbirciare nello schedario. CARTACEO. Il computer non esiste. Quando e se riesci a trovare un libro da leggere lo segni su un foglietto…di carta…che firmi!!! Allibita. Nel caso tu non lo trovi, cioè sempre, ecco cosa accade:
-“Scusi, ma lo posso prenotare?”-
-“L’ha bisogno in fretta?”-
-“Bè…non subito però…”-
-“No perché è a Genova”-
Penso-“Genova…bè, bene, è a 40 km”
Prosegue la bibliotecaria: -“Quindi prima di un mese, un mese e mezzo…”-
Un mese e mezzo?????Ho telefonato alla mia biblioteca. Una settimana dopo avevo il libro.








HABITAT-TRENO
Essendo stata per anni una pendolare del week-end posso e devo toccare l’argomento trasporti, eh si, mi dispiace! Se risulta eccellente il servizio dei bus, il treno è tutto un altro argomento. Perché il treno ligure è una specie a sé. E’ un microorganismo su rotaia. I sedili contengono spore preistoriche, i finestrini ti aprono a nuovi e strani mondi….
Una volta su un treno per le Cinque Terre ho potuto osservare un acquario all’interno dei doppi vetri. Fantastico. Avrei voluto Piero Angela li vicino a me.
















LA MALATTIA NAZIONALE:

Il calcio, ormai si sa, è la malattia nazionale italiana: gli animi si scaldano, i toni si alzano e a volte anche le mani ma è tutto normale, la squadra nella propria città ha da sempre emozionato i cuori italici. Inter, Milan, Juventus, Roma, e si potrebbe elencarle tutte, sono i Santi Patroni Cittadini. I calciatori, moderni gladiatori, sono coperti di gloria….e soldi!Di titoli…e veline!!! Rilasciano dichiarazioni, sudano e vivono per far divertire ed emozionare il popolo. Se si parla della Nazionale il tutto è amplificato: tutti, anche quelli che durante il campionato fanno i finti Gnorri, assumono un colorito violaceo e sbraitano indicazioni allo schermo. Anche io. Ebbene si.
Ma se sconfini in Liguria ecco cosa succede: possiamo finalmente parlare del primo “sport” regionale…















COMPLICAZIONI LIGURI
Genoa e Samp:
Il derby cittadino è entusiasmante: la città si divide in due. L’argomento domina la giornata e le bandiere colorano i balconi avversari. Ma siamo ancora nella normalità da derby. A Milano e a Roma succede la stessa cosa!
Le suddette complicazioni subentrano scendendo di categoria: ogni gradino sceso è un grado in più di febbre da ossessione calcistica. L’apoteosi (45° costanti) si raggiunge tra eccellenza e promozione. Definirlo uno “sport” qui non è più adeguato:  il calcio è  una passione, un sacrificio, una crociata e una guerra santa insieme!













martedì 16 dicembre 2014

Keep Calm and....Mr Darcy

Oggi è il compleanno della cara Jane!!!! 
Per festeggiare ecco una serie di aforismi tratti dai suoi romanzi!

"È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie. E benché poco sia dato sapere delle vere inclinazioni e dei proponimenti di chi per la prima volta venga a trovarsi in un ambiente sconosciuto, accade tuttavia che tale convinzione sia così saldamente radicata nelle menti dei suoi nuovi vicini da indurli a considerarlo fin da quel momento legittimo appannaggio dell'una o dell'altra delle loro figlie." (Orgoglio e Pregiudizio) 





"Ti diverti a torturarmi! Non hai proprio pietà dei miei poveri nervi…' 'Ti sbagli della grossa, cara. Ho il massimo rispetto per i tuoi nervi. Sono mie vecchie e care conoscenze. Sono per lo meno vent'anni che te li sento nominare.'... " (Orgoglio e Pregiudizio) 








" Cominciava a desiderare la stima di lui, ora che non ci poteva più sperare: avrebbe voluto avere sue notizie, ora che non c'era più probabilità di averne. Ebbe la certezza che con lui sarebbe stata felice, ora che non era più probabile che si incontrassero." (Orgoglio e Pregiudizio)








"Del passato interessa solo quello che, a rammentarlo, dà piacere."
(Orgoglio e Pregiudizio)










" Mai aveva sentito così chiaramente di poterlo amare, come ora che tutto l'amore era vano" (Orgoglio e Pregiudizio)







E. Trebuchet

lunedì 20 ottobre 2014

CURARSI CON I LIBRI. Rimedi letterari per ogni malanno.

"Li conosciamo quelli come voi. Amate tanto guardare e toccare i libri che ambite a possederli. Vi basta entrare in una libreria per essere punti dal desiderio. Il vostro più grande piacere nella vita è portare a casa dei libri nuovi e riporli sui vostri scaffali immacolati. Fate un passo indietro per ammirarli, e vi domandate come sarà dopo averli letti- vi allontanate, e fate qualcos'altro"
...porca miseria! Ma parla di me! E' la prima cosa che ho pensato.
Entro in una libreria senza uno scopo particolare, solo che, quando vado a Milano, la tappa alla Feltrinelli è qualcosa di sacro e intoccabile. In realtà volevo prendere qualche storia di fantasmi, mostri,vampiri... giusto per Halloween ma, mentre mi avviavo nella sezione "Ragazzi", sono stata attratta dalla copertina blu notte dalle coste azzurro cielo di "Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno". 
Anche il titolo mi è sembrato tutto un programma:

1) un libro che parla di libri è il massimo della libritudine
2) un libro che propone di curarsi con i libri è il massimo per un'ipocondriaca amante di libri quale io sono.
Quindi mi avvicino al mio nuovo oggetto del desiderio (in questo trovandomi molto simile a uno dei cavalieri ariosteschi) e sfoglio le prime pagine. Già solo all'introduzione avevo deciso che quel libro sarebbe venuto a casa con me...in particolare dalla frase conclusiva

"Vivere senza letteratura significa perdere l'occasione di vivere arricchendosi delle lezioni di coloro che hanno percorso questa via prima di noi"

Ma quello che mi ha fatto schizzare alla cassa senza neanche guardare il costo è stata la sezione dal titolo "DISTURBI DELLA LETTURA: Acquisto di libri, compulsivo"...è il mio caso!!
inizio quindi a leggere come curarsi da questa "malattia":

...scegliete uno scaffale e destinatelo ai "Libri in lettura". Dovrebbe trovarsi vicino al letto, o vicino a dove leggete di solito, e ospiterà la mezza dozzina di libri ai primi posti della vostra lista. La regola numero uno sarà che potrete acquistare un libro nuovo solo quando uno degli altri sullo scaffale speciale è stato letto e rimesso a posto sugli scaffali normali. La regola numero due sarà che dovrete leggere i libri sullo scaffale speciale nell'ordine in cui ce li avrete messi. più o meno. La regola numero tre sarà che se uno qualsiasi dei libri perde il turno più di una volta a favore di un altro, o rimane sullo scaffale speciale oltre i quattro mesi, quel libro lo regalate a un amico o lo date in beneficenza...

Precisando che non ho nessuna intenzione di guarire da questa "malattia", l'argomento mi è sembrato così interessante che ora quel libro è qui accanto a me, pronto per essere letto e riletto...e sono sicura che diventerà una delle mie "Bibbie".
Emma T.

martedì 30 settembre 2014

Storia di una ladra di libri


Storia di una ladra di libri è una delle storia più toccanti che abbia mai letto.

Tutta la vicenda è raccontata da una narratrice d'eccezione: la Morte. Certo, sembra che la morte sia la "persona" più adatta a raccontare una vicenda che si svolge in Germania, in piena Seconda Guerra Mondiale.
Piena Seconda Guerra Mondiale si, ma della guerra non si parla che oltre la metà del libro.
Il libro si apre con la morte del fratellino di Liesel Meminger, la protagonista, mentre, con la madre, si dirigono verso la città in cui si trova la famiglia adottiva di Liesel.
Il luogo in cui si svolge la vicenda è Molching, un paese vicino a Monaco, ed in particolare la Himmerstrasse, dove Liesel passa le sue ore a giocare a calcio con gli altri ragazzi, in particolare con il suo migliore amico Rudy.
L'attività preferita di Rudy e Liesel è però un'altra: il furto. Rudy ha sempre fame, conseguenza della povertà che si è abbattuta sulla Germania dopo la Prima Guerra Mondiale. Anche Liesel ha fame, ma la sua è una fame diversa: Liesel ha fame di libri.
Il suo primo libro lo ruba durante il funerale del fratellino. La ragazza non sa leggere, ma quel libro rappresenta per lei un amuleto e anche il ricordo dell'ultimo incontro con la madre.
Molti dei rapporti importanti di Liesel nasceranno da un libro, prima di tutto quello con Hans Hubermann, padre adottivo, che insegna alla ragazza a leggere e scrivere. Tra i due si viene a creare in rapporto profondo e indissolubile.
Quindi con Max, ebreo che una notte si presenta a casa degli Hibermann chiedendo aiuto. La famiglia lo nasconde in cantina, dove Liesel si reca la sera a leggere. Max ha anche una funzione ulteriore: non potendo uscire di casa chiede a Liesel di raccontargli il "mondo fuori", così lei ogni giorno trova nuove parole per raccontare la realtà, stimolando la propria creatività.
Quello con la moglie del sindaco è invece un rapporto diverso: inizialmente Ilsa invita Liesel ad
usufruire della sua biblioteca, ma, dopo un pesante litigio tra le due, causato dal licenziamento della madre di Liesel, la ragazza decide di non mettere più piede nella casa del primo cittadino, non fosse che la rabbia è ancora viva e la spinge a tentare un furto che va a buon fine. Da quel momento Liesel ruberà altri tre libri dalla biblioteca, con la segreta complicità della moglie del sindaco.
La guerra è però destinata a sconvolgere le vite della cittadina di Molching...e lo farà nel peggiore dei modi.

lo stile in cui è scritto è scorrevole e veloce, a volte però risulta un po' duro e spiazza il lettore, come nelle anticipazioni di eventi tragici. E' comunque un romanzo consigliatissimo, una storia di bontà in un momento in cui la bontà sembra aver lasciato questo mondo; una storia di amore e amicizia tra due ragazzi che crescono insieme e che vedono il mondo davanti a loro andare a rotoli, ma che, nonostante questo, hanno ancora voglia di giocare e scherzare, una storia di amore vero verso la lettura, le parole, che vengono presentate a volte come una salvezza, un'oasi di pace in un mondo sconvolto dalla guerra.
Il finale è commovente fino alle lacrime...preparatevi.

Emma T.

lunedì 22 settembre 2014

Ich bin ein Berliner!



Ho pensato molto a cosa dire a proposito del mio nuovo gioiellino "I giorni dell'eternità" e una cosa sola è proprio certa: dopo aver letto Ken Follett ho avuto la netta sensazione di essermi persa qualcosa...
Vorrei tanto poter tornare indietro per essere il bel George, nero avvocato della Casa Bianca, in lacrime mentre sente Martin Luther King urlare, di fronte a migliaia di persone, che lui ha un sogno! Il sogno della libertà per la sua gente.
Me lo vedo il dottor King che sorride soddisfatto da lassù al presidente Obama, dicendo "L'avevo detto io!".



Vorrei essere il giovane Walli che, in una Germania divisa, sente il presidente Kennedy dichiarare "Ich bin ein Berliner!" e riesce a sperare ancora per un poco, di poter rivedere la sua famiglia.


Vorrei conoscere Dimka, che ha per le mani decine di testate nucleari e sua sorella Tania, dissidente al regime comunista, mentre cerca di ritrovare l'amico Vassili, deportato in Siberia,  per cui rischierà la vita pur di raccontarne la storia.



Tutti questi personaggi ti lasciano qualcosa e, allo stesso tempo, ti rivelano le mille sfaccettature di una storia che non è poi così lontana ma che ha cambiato il mondo, rendendolo quello che conosciamo.

Avrei tanto voluto essere quel produttore che si ritrovò per le mani "All you need is love" dei Beatles e capì di essere di fronte a una rivoluzione della musica.

Ho avuto l' impressione che in quegli anni tesi e sempre sull'orlo della guerra, i giovani avessero trovato la loro voce e se niente era certo, tutto poteva ancora essere conquistato, dalle cause supreme come la pace, l'integrazione, i diritti dei Gay, all'amore, la minigonna e la musica.

Oggi, quando tutto sembra già visto e già fatto, sembra non valga più la pena di combattere e a volte ci si rassegna a una realtà di precariato e grigiore.
In una società in cui si ha tutto e il benessere è la quotidianità siamo forse più tristi e meno impegnati di quei ragazzi che guardavano il Muro e lo volevano abbattere al suono di una canzone.

Insomma bello! Il solito Follett che ti trascina con i personaggi e con la storia. Che ti fa affezionare e che non vuoi lasciare neanche quando ti si chiudono gli occhi. Confesso di essere andata a cercare le facce dei personaggi noti citati per averli ben chiari in mente, di essere andata a sentire le canzoni che hanno fatto da colonna sonora al libro come anche a una generazione di ribelli.

Da leggere come conclusione di un percorso iniziato con "La caduta dei giganti" e continuato ne "L'inverno del mondo", sperando non ci sia la necessità di scrivere nuovamente di guerre mondiali. Per ricordare e per riflettere ogni occasione è quella buona.


TESTO "All you need is love"

Love, Love, Love
Love, Love, Love
Love, Love, Love

There's nothing you can do that can't be done
Nothing you can sing that can't be sung
Nothing you can say but you can learn how to play the game
It's easy

Nothing you can make that can't be made
No one you can save that can't be saved
Nothing you can do but you can learn how to be you in time
It's easy

All you need is love
All you need is love
All you need is love, love
Love is all you need

All you need is love
All you need is love
All you need is love, love
Love is all you need 

Nothing you can know that isn't known
Nothing you can see that isn't shown
Nowhere you can be that isn't where you're meant to be
It's easy

All you need is love
All you need is love
All you need is love, love
Love is all you need

All you need is love (All together, now)
All you need is love (Everybody)
All you need is love, love
Love is all you need (love is all you need)

Yee-hai
Oh yeah
She loves you, yeah yeah yeah
She loves you, yeah yeah yeah

TRADUZIONE "All you need is love"
Amore, amore, amore
Amore, amore, amore
Amore, amore, amore

Non c'è niente che tu possa fare che non può essere fatta
Niente che puoi cantare che non può essere cantato
Niente che puoi dire ma puoi imparare come giocarci
E' facile

Niente che puoi fare che non può essere fatto
Nessuno che tu possa salvare che non può essere salvato
Niente che puoi dire ma puoi imparare come giocarci
E' facile

Tutto ciò di cui hai bisogno è amore
Tutto ciò di cui hai bisogno è amore
Tutto ciò di cui hai bisogno è amore, amore 
L'amore è tutto ciò di cui hai bisogno

Tutto ciò di cui hai bisogno è amore
Tutto ciò di cui hai bisogno è amore
Tutto ciò di cui hai bisogno è amore, amore
L'amore è tutto ciò di cui hai bisogno

Niente che tu possa conoscere che non sia conosciuto
Niente che puoi vedere che non può essere mostrato
Nessun luogo in cui puoi andare che non è dove intendi che sia
E' facile

Tutto ciò di cui hai bisogno è amore
Tutto ciò di cui hai bisogno è amore
Tutto ciò di cui hai bisogno è amore, amore
L'amore è tutto ciò di cui hai bisogno

Tutto ciò di cui hai bisogno è amore (Tutti insieme ora)
Tutto ciò di cui hai bisogno è amore (Tutti quanti)
Tutto ciò di cui hai bisogno è amore, amore
L'amore è tutto ciò di cui hai bisogno (L'amore è tutto ciò di cui hai bisogno)

Si hei
Oh Sì
Lei ti ama, si si si
Lei ti ama, si si si







Hobbit Day

Il 22settembre è il compleanno di Bilbo Baggins e Frodo e, dal 1978, è l' Hobbit Day per tutti i tolkieniani.



Visto che sono una fan sfegatata sia de Lo Hobbit  che de Il Signore degli Anelli, vorrei celebrare anche io questo giorno con un post su Lo Hobbit.
A breve uscirà l'ultimo capitolo della trilogia cinematografica(che si discosta di molto dal libro per esempio nella versione cartacea non c'è nemmeno l'ombra di Legolas...per non parlare di Tauriel!) inoltre si vociferava di una ristampa della prima edizione del romanzo, mai tradotta in italiano:quello che noi oggi leggiamo come Lo Hobbit in realtà è leggermente diverso dalla storia che vide luce nel 1937.


LA GENESI
La leggenda narra che, alla fine degli anni '20, un professore di Oxford, annoiato dalla correzione di alcuni compiti, scarabocchiò su un foglio "in una caverna sottoterra viveva uno hobbit". Da questa frase Tolkien diede vita ad un racconto per ragazzi: Lo Hobbit or there and Back Again. Il libro ebbe un enorme successo e fu seguito dal contino: Il Signore degli Anelli. 


LA PRIMA EDIZIONE
E' da Il Signore degli Anelli che si deve partire per comprendere i cambiamenti che Tolkien apportò alla sua prima opera. Infatti, dopo aver composto la trilogia dell'anello, lo scrittore inglese si accorse che numerose erano le incongruenze tra questo e Lo Hobbit, così si mise al lavoro per apportare i cambiamenti necessari.
Prima di tutto il ruolo dell'anello, grande protagonista ne Il Signore degli Anelli ma che nella prima edizione de Lo Hobbit non aveva tutto questo oscuro potere che gli verrà in seguito attribuito; certo, era un anello fuori dal normale, ma il suo unico potere era quello di donare l'invisibilità a chi lo indossa, potere che Bilbo utilizzerà più volte per sfuggire a vari pericoli.
Cambiando il potere dell'Unico Anello però, Tolkien dovette cambiare anche la personalità di uno dei personaggi più influenzati dal gioiello: Gollum.
Nell'ultima edizione Gollum è completamente irretito e dipendente dall'Anello, mentre nella seconda lo considera un semplice gioiello, tanto che lui stesso lo mette in palio nella gara di indovinelli che ingaggia con Bilbo durante il loro primo incontro...il Gollum che conosciamo noi non avrebbe di certo lasciato il tuo Tessssssoooooroooo allo hobbit!

Emma T.

sabato 20 settembre 2014

L'unica vera via per giungere al cuore di un uomo è una lama di 15 cm fra le costole.

Per chi non lo sapesse io adoro i libri horror.
Dove ci sono mostri, vampiri, zombie, assassini e cadaveri io sguazzo che è un piacere!
Tra le varie serie sicuramente una delle più interessanti è sicuramente quella scritta da Laurell K. Hamilton e che ha come protagonista Anita Blake.
La storia si svolge in America, in un universo parallelo dove vampiri, licantropi e altri generi di mostri  convivono con gli umani. Ovviamente non è una convivenza facile, soprattutto quando i vampiri cercano i riottenere i diritti che avevano in vita (es. diritto di voto).
Innanzitutto cercherò di inquadrarvi uno dei personaggi femminili che più mi ha colpita e divertita.
Alta pressappoco 1,65 m, capelli ricci e neri, occhi scuri, carnagione pallida; con una corporatura esile ma comunque abbastanza formosa, Anita non sembra di certo ciò che in realtà è.
Lavora come risvegliante, ossia è in grado di risvegliare i morti per cercare di risolvere controversie legali (es. confusione sul testamento) oppure casi di omicidio (risveglia la vittima per farsi dire chi è l'assassino) collaborando quindi con la polizia, soprattutto in caso di omicidi soprannaturali.
Ma al tempo stesso è anche una cacciatrice legalmente riconosciuta, ciò le consente di uccidere i mostri che "si sono comportati male", ovviamente con un mandato della polizia.
Anita è quindi una dei buoni, sa benissimo che c'è un'enorme differenza tra gli umani e i mostri e "non si esce con chi si caccia"...peccato che a metterle i bastoni tra le ruote sono proprio i mostri.
Vampiri, licantropi, streghe....entreranno pian piano nella sua vita fino stravolgerla completamente.
Tutti i personaggi sono caratterizzati non solo fisicamente, ma anche caratterialmente.
Apprezzo tantissimo questa serie anche per come è scritta, un linguaggio diretto, molto simili a quello parlato. Le varie scene si alternano e si fondono in modo magnifico, lasciando il lettore con il fiato sospeso fino all'ultimo.
Tra indagini di polizia, omicidi, caccia ai mostri, seducenti appuntamenti con il Master della città, relazioni amorose al di fuori della normalità, L.K. Hamilton racconta la vita di Anita, ma soprattutto mostra come i cattivi non sono sempre e solo i mostri.