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mercoledì 27 maggio 2015

cronache di un'italiana trapiantata ligure


Esco dal tracciato del blog in vista della stagione estiva... godetevi un angolino di Liguria... con il sorriso mi raccomando!







CRONACHE
DI
UN’ITALIANA
TRAPIANTATA
LIGURE











IL TURISTA E’ COME IL PESCE

La prima volta che ho messo piede in Liguria non camminavo ancora, ero nata da circa 40 giorni al di là degli Appennini, in una terra lontana e straniera che tutti noi oggi conosciamo come Lombardia. Da creatura ignara e innocente com’ero non potevo sapere che i miei natali avrebbero segnato il mio futuro destino in maniera oserei dire indelebile. 
Prima di me mia madre aveva soggiornato a Lavagna, bellissimo paesino in provincia di Genova,  tutte le estati per due mesi e prima di lei, i miei nonni avevano fatto lo stesso. Si può quindi definire la mia famiglia un membro onorario della specie dei “turisti”.
In tutto il mondo questa specie è protetta e coccolata, cercata, voluta e addirittura invocata a gran voce con pubblicità e offerte. Ovunque. Ma non in Liguria. No. Qui il turista è persona sospetta, additata e adocchiata al di la del marciapiede, nei negozi vien guardata con sospetto, dal panettiere è sorpassata, al massimo tollerata “Belin, ‘sti turisti”… Perché il turista si sa, è come il pesce, dopo tre giorni…puzza!












PROVVEDIMENTI ANTI-TURISTA

Dopo anni e anni si è ancora considerati “forestieri”, “quelli di Milano” (anche se NON sei di Milano!!!), come se Milano fosse a chilometri e chilometri di distanza. Perché la realtà è questa amici turisti: non ci vogliono, anzi diamo anche un pochino fastidio. Il fatto, se non fosse abbastanza chiaro, è anche sottolineato da espliciti provvedimenti anti-turistici. Alcuni esempi? Se per tutto l’anno il parcheggio è gratis, da giugno a settembre si paga…ovunque! E non poco! Tu, turista, hai avuto l’ardire di portare la tua macchina straniera in Liguria? Bravo…e ora…dove la parcheggi?? Perché, se non sei residente, non puoi parcheggiare, se non per due ore al massimo e con disco orario. Sei riuscito a parcheggiare il 15 agosto sulla Via Aurelia e ti stai spaparanzando in spiaggia dimenticando di aggiungere soldi al parchimetro? Dopo un secondo tu targato Milan hai la multa, l’amico Genova di fianco…no! Insomma la vita è dura è?E non sei ancora andato a fare la spesa! Perché dopo anni di osservazione siamo ufficialmente autorizzati a dire che alcuni negozi adottano un tariffario estivo-turisti-di-Milano-e-non molto diverso dal tariffario annuale residenti-liguri. 













LA DURA VITA DEL BAGNANTE

Allo stabilimento balneare sei accettato….se consumi almeno un pasto al giorno, il caffè e un gelato pro-capite altrimenti momentaneamente tollerato ma devi affittare almeno due lettini e la cabina!!Neanche quelli??E allora…. “Belin…”
Il tariffario balneare apre un altro interessante capitolo già abbondantemente analizzato dai telegiornali d’Italia ogni estate, perché la Liguria è cara come Capri, Saint Tropez e Montecarlo messe assieme!Ma non solo i lettini rincarano, anche un bene primario come il caffè in estate si trasforma in bene di lusso….una vera “qualità ORO” . Pensate che un giorno in occasione del mercato comunemente definito “sbarassu”, in quel di Chiavari ho pagato 10 euro due caffè…avevo invitato un’amica, mannaggia a me!
















“U SBARASSU”

Ma ora che l’ho nominato mi viene in mente una particolare qualità di questo “sbarassu”. Per i non addetti ai lavori, lo “sbarassu” è una svendita, un mercatino dello sbarazzo appunto, dove tutto viene venduto a poco……..
“Tutto a 90 euro!”
“Occasione, solo 150 euro!”
….sbarassu ligure…… divertentissimo da vedere!Perchè sembra di entrare in un’altra epoca, il 1929 è li, sotto i tuoi occhi!C’è perfino il cappellino con la veletta! Ma tutto nuovo è! Assolutamente! La collezione attuale a un prezzo di favor! Ma, ora che ci penso, non è solo la moda ferma al 1929…














IL CINEMA

Il progresso e la tecnica, re e regina del nostro tempo, hanno permesso questa innovazione scientifica e avanzata comunemente definita Multisala. Luogo di aggregazione dove persone di ogni tipo possono comodamente usufruire di bar, pub, sale da gioco e soprattutto….cinema! Tramite prenotazione ottieni una comoda poltrona munita di braccioli e schienale imbottiti e, se sei proprio fortunato, anche un bel poggiapiedi. Quasi esagerato, diciamolo! Ecco, tutto questo in terra Ligure rimane tuttora sconosciuto se si escludono le grandi città come Genova dove, comunque, concetti complicati come la “prenotazione del posto” rimangono tutt’ora ignoti.
Nella ridente cittadina che mi ospita per l’estate il cinema non esiste. Semplicemente. Neanche all’aperto. Ma in quella vicina ce ne sono ben due. Uno ad agosto CHIUDE!Ma a luglio….se sei fortunato la pellicola salta solo un paio di volte nel corso della proiezione. L’altro ha dei fantastici sedili di legno dove, se superi il metro e settanta….sei spacciato! Non resta che spostarsi a Genova, ma niente è facile come sembra…












LA PRENOTAZIONE DEL POSTO

Recatami a Genova per vedere un famoso cartone animato uscito di recente, sono entrata in sala con chiare indicazioni del posto a me spettante. Non si può sbagliare. E’ come battaglia navale: F5…affondato!
E invece….non tutto è così semplice perché il mio posto era occupato da un signore che mi ha gentilmente pregato di sedermi altrove. Così ho fatto, se non che a luci spente, è arrivata la proprietaria che si voleva sedere. Mi alzo:
-“Scusi, è arrivata la proprietaria, posso sedermi al mio posto?”
-“Ma si, guardi, li ce n’è un altro libero!”-
Per non far storie obbedisco.
-“Hem, scusi ma il mio posto è qui davanti ed è occupato, non potrei sedermi in questo? E’ proprio dietro il mio.”-
Abbiamo giocato al gioco delle sedie insomma…ma non era tutto più semplice se ciascuno si fosse seduto al suo posto?...mistero….










AI SENSI DELL’ARTICOLO TOT. E’ PROIBITO RESPIRARE

 E’ estate, fa caldo, sei in spiaggia, hai fatto il bagno con i tuoi amici e improvvisamente ti viene voglia di giocare a pallavolo sul bagnasciuga? Non si può, pena l’arresto e i lavori forzati….
Allora i gavettoni? Dai fastidio. E se l’acqua (in estate col caldo) arrivasse a qualcuno li vicino???
Le biglie? Rovini la spiaggia!
I tuffi? Idem come sopra. E se schizzi…?
La musica? …ANATEMAAAA!
Però se vuoi ti puoi sedere a un tavolino (se ne trovi uno libero perché si sa, vanno prenotati con largo anticipo o se possibile comprati) e giocare al secondo sport nazionale ligure (del primo parlerò in seguito): il Burraco! Appassionante gioco di carte che ti può impiegare anche 12/14 ore di fila in religioso silenzio, le chiacchiere sono un’inutile e fastidiosa distrazione.
I bambini sono pregati di non correre e non utilizzare pistole ad acqua, se devi ridere fallo sottovoce, puoi leggere…ma non cantare!









LA TIPICA CASA LIGURE

Per anni e anni abbiamo affittato la stessa casa in coabitazione con i nonni finchè non è più stato possibile e si è presentato il problema di cercare un nuovo appartamento. In questa occasione ha trovato conferma la leggenda metropolitana sulla tirchieria genovese. Mobilio di ispirazione Napoleonica, arte povera dei primi dell’ ‘800. In un’occasione ricordo di aver pensato “Chissà se per il bagno bisogna uscire nell’orto…”. Il che sarebbe anche pittoresco, meno interessante il forno-bomba-a-orologeria o le prese decisamente non-a-terra! Ma forse lo fanno per noi, per rendere il soggiorno avventuroso, come fosse un Safari…solo più caro! Aggiungo un dettaglio personale: nella casa dove abito attualmente con il mio fidanzato i sanitari hanno dei problemi tecnici di perdite. Consultato l’idraulico mi è stato assicurato che è “assolutamente normalissimo signorina, lei non se ne intende ma è giusto così”. Come se tutti i gabinetti facessero a loro volta la pipì per 24 ore al giorno. Come? I vostri non la fanno? Forse è prerogativa dei gabinetti liguri…
Il succo della storia è: finchè non ti cadrà il tetto in testa (e anche allora sarebbe da valutare) le case stanno bene così come sono.











IL TALEGGIO

Un aneddoto divertente: tutti conosciamo il taleggio? Formaggio morbido dal gusto intenso, tipico del Nord Italia. Un giorno volevo fare una torta salata che prevedeva il suo impiego. Al super mercato:
-“Buongiorno, scusi, cercavo il taleggio”-
-“Taleggio?”-
-“Si, quel  formaggio lombardo…”-
-“Ah, non so se arriva qui!”-
….. Qui? Ma dove siamo? Nel Burundi????












U MUGUGNO

Il genovese si sa in generale si lamenta, mugugna appunto. Parola che è ufficialmente entrata a far parte del vocabolario italiano proprio grazie a questo popolo, il mugugno qui è sentito come una sorta di dovere civico. Si mugugna su tutto: politica, economia, parenti, prezzo del pane e, naturalmente, turisti.  I Commercianti non appena vedono avvicinarsi giugno cominciano a mugugnare per arrivare all’apoteosi durante luglio e agosto. La stagione del mugugno. Quando entri in un negozio fallo in punta di piedi che disturbi. L’escaletion è fantastica: il commerciante ti individua, sbuffa, si trascina al banco e alla fine, proprio perché deve, ti serve, spesso preoccupata per lui avrei voluto rassicurarlo: “Scusi! Davvero!Ma la pago,sul serio!Le lascio anche la mancia, ecco…”.
Essendo ormai di adozione ligure ho negli anni raccolto confidenze di ristoratori e quant’altro che non vedono l’ora che noi, amici turisti, leviamo le tende! Il 31 agosto stanno pensando di istituire festa “nazionale”…












LA BIBLIOTECA

Avendo un appetito onnivoro di libri  e vivendo ormai a Chiavari più o meno stabilmente, mi sono scontrata ben presto con la dura realtà bibliotecaria genovese. Premetto però che la mia bibliotechina in quel di Cassano Magnago, sperduto paesino in provincia di Varese, è assolutamente organizzata e ben fornita e quindi mi ha probabilmente viziata.
A corto di letture ho varcato la soglia della biblioteca ma, attenzione, se non sei residente la tessera non si fa! Puoi scegliere tra una trentina di libri (letti e riletti perché vecchissimi) o, facendo uno strappo alla regola, puoi sbirciare nello schedario. CARTACEO. Il computer non esiste. Quando e se riesci a trovare un libro da leggere lo segni su un foglietto…di carta…che firmi!!! Allibita. Nel caso tu non lo trovi, cioè sempre, ecco cosa accade:
-“Scusi, ma lo posso prenotare?”-
-“L’ha bisogno in fretta?”-
-“Bè…non subito però…”-
-“No perché è a Genova”-
Penso-“Genova…bè, bene, è a 40 km”
Prosegue la bibliotecaria: -“Quindi prima di un mese, un mese e mezzo…”-
Un mese e mezzo?????Ho telefonato alla mia biblioteca. Una settimana dopo avevo il libro.








HABITAT-TRENO
Essendo stata per anni una pendolare del week-end posso e devo toccare l’argomento trasporti, eh si, mi dispiace! Se risulta eccellente il servizio dei bus, il treno è tutto un altro argomento. Perché il treno ligure è una specie a sé. E’ un microorganismo su rotaia. I sedili contengono spore preistoriche, i finestrini ti aprono a nuovi e strani mondi….
Una volta su un treno per le Cinque Terre ho potuto osservare un acquario all’interno dei doppi vetri. Fantastico. Avrei voluto Piero Angela li vicino a me.
















LA MALATTIA NAZIONALE:

Il calcio, ormai si sa, è la malattia nazionale italiana: gli animi si scaldano, i toni si alzano e a volte anche le mani ma è tutto normale, la squadra nella propria città ha da sempre emozionato i cuori italici. Inter, Milan, Juventus, Roma, e si potrebbe elencarle tutte, sono i Santi Patroni Cittadini. I calciatori, moderni gladiatori, sono coperti di gloria….e soldi!Di titoli…e veline!!! Rilasciano dichiarazioni, sudano e vivono per far divertire ed emozionare il popolo. Se si parla della Nazionale il tutto è amplificato: tutti, anche quelli che durante il campionato fanno i finti Gnorri, assumono un colorito violaceo e sbraitano indicazioni allo schermo. Anche io. Ebbene si.
Ma se sconfini in Liguria ecco cosa succede: possiamo finalmente parlare del primo “sport” regionale…















COMPLICAZIONI LIGURI
Genoa e Samp:
Il derby cittadino è entusiasmante: la città si divide in due. L’argomento domina la giornata e le bandiere colorano i balconi avversari. Ma siamo ancora nella normalità da derby. A Milano e a Roma succede la stessa cosa!
Le suddette complicazioni subentrano scendendo di categoria: ogni gradino sceso è un grado in più di febbre da ossessione calcistica. L’apoteosi (45° costanti) si raggiunge tra eccellenza e promozione. Definirlo uno “sport” qui non è più adeguato:  il calcio è  una passione, un sacrificio, una crociata e una guerra santa insieme!