Esco dal tracciato del blog in vista della stagione estiva... godetevi un angolino di Liguria... con il sorriso mi raccomando!
CRONACHE
DI
UN’ITALIANA
TRAPIANTATA
LIGURE
IL TURISTA E’ COME IL PESCE
La prima volta che ho messo piede
in Liguria non camminavo ancora, ero nata da circa 40 giorni al di là degli
Appennini, in una terra lontana e straniera che tutti noi oggi conosciamo come
Lombardia. Da creatura ignara e innocente com’ero non potevo sapere che i miei
natali avrebbero segnato il mio futuro destino in maniera oserei dire
indelebile.
Prima di me mia madre aveva
soggiornato a Lavagna, bellissimo paesino in provincia di Genova, tutte le estati per due mesi e prima di lei, i
miei nonni avevano fatto lo stesso. Si può quindi definire la mia famiglia un
membro onorario della specie dei “turisti”.
In tutto il mondo questa specie è
protetta e coccolata, cercata, voluta e addirittura invocata a gran voce con
pubblicità e offerte. Ovunque. Ma non in Liguria. No. Qui il turista è persona
sospetta, additata e adocchiata al di la del marciapiede, nei negozi vien
guardata con sospetto, dal panettiere è sorpassata, al massimo tollerata
“Belin, ‘sti turisti”… Perché il turista si sa, è come il pesce, dopo tre
giorni…puzza!
PROVVEDIMENTI
ANTI-TURISTA
Dopo anni e anni si è ancora
considerati “forestieri”, “quelli di Milano” (anche se NON sei di Milano!!!),
come se Milano fosse a chilometri e chilometri di distanza. Perché la realtà è
questa amici turisti: non ci vogliono, anzi diamo anche un pochino fastidio. Il
fatto, se non fosse abbastanza chiaro, è anche sottolineato da espliciti
provvedimenti anti-turistici. Alcuni esempi? Se per tutto l’anno il parcheggio
è gratis, da giugno a settembre si paga…ovunque! E non poco! Tu, turista, hai
avuto l’ardire di portare la tua macchina straniera in Liguria? Bravo…e
ora…dove la parcheggi?? Perché, se non sei residente, non puoi parcheggiare, se
non per due ore al massimo e con disco orario. Sei riuscito a parcheggiare il
15 agosto sulla Via Aurelia e ti stai spaparanzando in spiaggia dimenticando di
aggiungere soldi al parchimetro? Dopo un secondo tu targato Milan hai la multa,
l’amico Genova di fianco…no! Insomma la vita è dura è?E non sei ancora andato a
fare la spesa! Perché dopo anni di osservazione siamo ufficialmente autorizzati
a dire che alcuni negozi adottano un tariffario estivo-turisti-di-Milano-e-non
molto diverso dal tariffario annuale residenti-liguri.
LA DURA VITA DEL
BAGNANTE
Allo stabilimento balneare sei accettato….se consumi almeno
un pasto al giorno, il caffè e un gelato pro-capite altrimenti momentaneamente
tollerato ma devi affittare almeno due lettini e la cabina!!Neanche quelli??E
allora…. “Belin…”
Il tariffario balneare apre un altro interessante capitolo
già abbondantemente analizzato dai telegiornali d’Italia ogni estate, perché la
Liguria è cara come Capri, Saint Tropez e Montecarlo messe assieme!Ma non solo
i lettini rincarano, anche un bene primario come il caffè in estate si
trasforma in bene di lusso….una vera “qualità ORO” . Pensate che un giorno in
occasione del mercato comunemente definito “sbarassu”, in quel di Chiavari ho
pagato 10 euro due caffè…avevo invitato un’amica, mannaggia a me!
“U SBARASSU”
Ma ora che l’ho nominato mi viene in mente una particolare
qualità di questo “sbarassu”. Per i non addetti ai lavori, lo “sbarassu” è una
svendita, un mercatino dello sbarazzo appunto, dove tutto viene venduto a
poco……..
“Tutto a 90 euro!”
“Occasione, solo 150 euro!”
….sbarassu ligure…… divertentissimo da vedere!Perchè sembra
di entrare in un’altra epoca, il 1929 è li, sotto i tuoi occhi!C’è perfino il
cappellino con la veletta! Ma tutto nuovo è! Assolutamente! La collezione attuale
a un prezzo di favor! Ma, ora che ci penso, non è solo la moda ferma al 1929…
IL CINEMA
Il progresso e la tecnica, re e regina del nostro tempo,
hanno permesso questa innovazione scientifica e avanzata comunemente definita
Multisala. Luogo di aggregazione dove persone di ogni tipo possono comodamente
usufruire di bar, pub, sale da gioco e soprattutto….cinema! Tramite
prenotazione ottieni una comoda poltrona munita di braccioli e schienale
imbottiti e, se sei proprio fortunato, anche un bel poggiapiedi. Quasi
esagerato, diciamolo! Ecco, tutto questo in terra Ligure rimane tuttora
sconosciuto se si escludono le grandi città come Genova dove, comunque,
concetti complicati come la “prenotazione del posto” rimangono tutt’ora ignoti.
Nella ridente cittadina che mi ospita per l’estate il cinema
non esiste. Semplicemente. Neanche all’aperto. Ma in quella vicina ce ne sono
ben due. Uno ad agosto CHIUDE!Ma a luglio….se sei fortunato la pellicola salta
solo un paio di volte nel corso della proiezione. L’altro ha dei fantastici
sedili di legno dove, se superi il metro e settanta….sei spacciato! Non resta
che spostarsi a Genova, ma niente è facile come sembra…
LA PRENOTAZIONE DEL
POSTO
Recatami a Genova per vedere un famoso cartone animato uscito
di recente, sono entrata in sala con chiare indicazioni del posto a me
spettante. Non si può sbagliare. E’ come battaglia navale: F5…affondato!
E invece….non tutto è così semplice perché il mio posto era
occupato da un signore che mi ha gentilmente pregato di sedermi altrove. Così
ho fatto, se non che a luci spente, è arrivata la proprietaria che si voleva
sedere. Mi alzo:
-“Scusi, è arrivata la proprietaria, posso sedermi al mio
posto?”
-“Ma si, guardi, li ce n’è un altro libero!”-
Per non far storie obbedisco.
-“Hem, scusi
ma il mio posto è qui davanti ed è occupato, non potrei sedermi in questo? E’ proprio
dietro il mio.”-
Abbiamo
giocato al gioco delle sedie insomma…ma non era tutto più semplice se ciascuno
si fosse seduto al suo posto?...mistero….
AI SENSI DELL’ARTICOLO
TOT. E’ PROIBITO RESPIRARE
E’ estate, fa caldo, sei in spiaggia, hai
fatto il bagno con i tuoi amici e improvvisamente ti viene voglia di giocare a
pallavolo sul bagnasciuga? Non si può, pena l’arresto e i lavori forzati….
Allora i gavettoni? Dai fastidio. E
se l’acqua (in estate col caldo) arrivasse a qualcuno li vicino???
Le biglie? Rovini la spiaggia!
I tuffi? Idem come sopra. E se
schizzi…?
La musica? …ANATEMAAAA!
Però se vuoi ti puoi sedere a un
tavolino (se ne trovi uno libero perché si sa, vanno prenotati con largo
anticipo o se possibile comprati) e giocare al secondo sport nazionale ligure
(del primo parlerò in seguito): il Burraco! Appassionante gioco di carte che ti
può impiegare anche 12/14 ore di fila in religioso silenzio, le chiacchiere
sono un’inutile e fastidiosa distrazione.
I bambini sono pregati di non
correre e non utilizzare pistole ad acqua, se devi ridere fallo sottovoce, puoi
leggere…ma non cantare!
LA TIPICA CASA LIGURE
Per anni e anni abbiamo affittato
la stessa casa in coabitazione con i nonni finchè non è più stato possibile e
si è presentato il problema di cercare un nuovo appartamento. In questa
occasione ha trovato conferma la leggenda metropolitana sulla tirchieria
genovese. Mobilio di ispirazione Napoleonica, arte povera dei primi dell’ ‘800.
In un’occasione ricordo di aver pensato “Chissà se per il bagno bisogna uscire
nell’orto…”. Il che sarebbe anche pittoresco, meno interessante il
forno-bomba-a-orologeria o le prese decisamente non-a-terra! Ma forse lo fanno
per noi, per rendere il soggiorno avventuroso, come fosse un Safari…solo più
caro! Aggiungo un dettaglio personale: nella casa dove abito attualmente con il
mio fidanzato i sanitari hanno dei problemi tecnici di perdite. Consultato
l’idraulico mi è stato assicurato che è “assolutamente normalissimo signorina,
lei non se ne intende ma è giusto così”. Come se tutti i gabinetti facessero a
loro volta la pipì per 24 ore al giorno. Come? I vostri non la fanno? Forse è
prerogativa dei gabinetti liguri…
Il succo della storia è: finchè non
ti cadrà il tetto in testa (e anche allora sarebbe da valutare) le case stanno
bene così come sono.
IL TALEGGIO
Un aneddoto divertente: tutti
conosciamo il taleggio? Formaggio morbido dal gusto intenso, tipico del Nord
Italia. Un giorno volevo fare una torta salata che prevedeva il suo impiego. Al
super mercato:
-“Buongiorno, scusi, cercavo il
taleggio”-
-“Taleggio?”-
-“Si, quel formaggio lombardo…”-
-“Ah, non so se arriva qui!”-
….. Qui? Ma dove siamo? Nel
Burundi????
U MUGUGNO
Il genovese si sa in generale si
lamenta, mugugna appunto. Parola che è ufficialmente entrata a far parte del
vocabolario italiano proprio grazie a questo popolo, il mugugno qui è sentito
come una sorta di dovere civico. Si mugugna su tutto: politica, economia,
parenti, prezzo del pane e, naturalmente, turisti. I Commercianti non appena vedono avvicinarsi
giugno cominciano a mugugnare per arrivare all’apoteosi durante luglio e
agosto. La stagione del mugugno. Quando entri in un negozio fallo in punta di
piedi che disturbi. L’escaletion è fantastica: il commerciante ti individua,
sbuffa, si trascina al banco e alla fine, proprio perché deve, ti serve, spesso
preoccupata per lui avrei voluto rassicurarlo: “Scusi! Davvero!Ma la pago,sul
serio!Le lascio anche la mancia, ecco…”.
Essendo ormai di adozione ligure ho
negli anni raccolto confidenze di ristoratori e quant’altro che non vedono
l’ora che noi, amici turisti, leviamo le tende! Il 31 agosto stanno pensando di
istituire festa “nazionale”…
LA BIBLIOTECA
Avendo un appetito onnivoro di
libri e vivendo ormai a Chiavari più o
meno stabilmente, mi sono scontrata ben presto con la dura realtà bibliotecaria
genovese. Premetto però che la mia bibliotechina in quel di Cassano Magnago,
sperduto paesino in provincia di Varese, è assolutamente organizzata e ben
fornita e quindi mi ha probabilmente viziata.
A corto di letture ho varcato la
soglia della biblioteca ma, attenzione, se non sei residente la tessera non si
fa! Puoi scegliere tra una trentina di libri (letti e riletti perché
vecchissimi) o, facendo uno strappo alla regola, puoi sbirciare nello
schedario. CARTACEO. Il computer non esiste. Quando e se riesci a trovare un
libro da leggere lo segni su un foglietto…di carta…che firmi!!! Allibita. Nel
caso tu non lo trovi, cioè sempre, ecco cosa accade:
-“Scusi, ma lo posso prenotare?”-
-“L’ha bisogno in fretta?”-
-“Bè…non subito però…”-
-“No perché è a Genova”-
Penso-“Genova…bè, bene, è a 40 km”
Prosegue la bibliotecaria: -“Quindi
prima di un mese, un mese e mezzo…”-
Un mese e mezzo?????Ho telefonato
alla mia biblioteca. Una settimana dopo avevo il libro.
HABITAT-TRENO
Essendo stata per anni una
pendolare del week-end posso e devo toccare l’argomento trasporti, eh si, mi
dispiace! Se risulta eccellente il servizio dei bus, il treno è tutto un altro
argomento. Perché il treno ligure è una specie a sé. E’ un microorganismo su
rotaia. I sedili contengono spore preistoriche, i finestrini ti aprono a nuovi
e strani mondi….
Una volta su un treno per le Cinque
Terre ho potuto osservare un acquario all’interno dei doppi vetri. Fantastico.
Avrei voluto Piero Angela li vicino a me.
LA MALATTIA NAZIONALE:
Il calcio, ormai si sa, è la
malattia nazionale italiana: gli animi si scaldano, i toni si alzano e a volte
anche le mani ma è tutto normale, la squadra nella propria città ha da sempre
emozionato i cuori italici. Inter, Milan, Juventus, Roma, e si potrebbe
elencarle tutte, sono i Santi Patroni Cittadini. I calciatori, moderni
gladiatori, sono coperti di gloria….e soldi!Di titoli…e veline!!! Rilasciano
dichiarazioni, sudano e vivono per far divertire ed emozionare il popolo. Se si
parla della Nazionale il tutto è amplificato: tutti, anche quelli che durante
il campionato fanno i finti Gnorri, assumono un colorito violaceo e sbraitano
indicazioni allo schermo. Anche io. Ebbene si.
Ma se sconfini in Liguria ecco cosa
succede: possiamo finalmente parlare del primo “sport” regionale…
COMPLICAZIONI LIGURI
Genoa e Samp:
Il derby cittadino è entusiasmante:
la città si divide in due. L’argomento domina la giornata e le bandiere
colorano i balconi avversari. Ma siamo ancora nella normalità da derby. A
Milano e a Roma succede la stessa cosa!
Le suddette complicazioni
subentrano scendendo di categoria: ogni gradino sceso è un grado in più di
febbre da ossessione calcistica. L’apoteosi (45° costanti) si raggiunge tra
eccellenza e promozione. Definirlo uno “sport” qui non è più adeguato: il calcio è una
passione, un sacrificio, una crociata e una guerra santa insieme!